ATELIER
di Cristina Decarli

Attività

Mettersi all'opera per mettersi in gioco!

Proprio così, attività, che non solo accompagna e sostiene la guarigione ma soprattutto promuove il benessere, l’equilibrio e l’armonia.

Sicché azione, creazione, ricreazione… Innovazione! NelLa teca di cristallo si fa, ci si prende una meritata utile pausa dal quotidiano facendo: facendo “altro”, immaginando, creando, giocando. Questo perché il gioco per me è una faccenda profondamente seria.
Adoro quando i bambini mi chiedono: “Facciamo che tu eri? Immaginiamo di fare questo? Proviamo a fare quest’altro? E se nel nostro gioco succedesse?".
Noi tutti durante il gioco abbiamo creato personaggi, luoghi, situazioni, storie. Non sarebbe bello attraversare porte o passaggi spazio-temporali per tornare dal bambino che siamo stati e dirgli di giocare ancora e di più?
NelLa teca di cristallo possiamo farlo perché tutti abbiamo bisogno del nostro gioco. Abbiamo bisogno dell’immaginazione, della fantasia del gioco dei bambini per sentire, per lasciarci trasportare, per guardare il mondo con occhi nuovi e per ricordarci che l’esistenza è un’opera d’arte, una creazione, una ri-creazione e perfino una ricreazione nella quale tutto diviene possibile solamente mettendoci all’opera!
Non è vero, ad esempio, che i mostri spariscono accendendo la luce?
Proprio nel senso del gioco e della leggerezza si svolge l’attività nelLa teca di cristallo, affinché gli accadimenti siano vissuti come “ludici e divertenti” e accompagnino l’individuo in uno dei viaggi più affascinanti dell’essere: la scoperta di se stesso.

Laboratorio Artistico

 
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Studio di arteterapia

 
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Non c'è via più sicura per evadere dal mondo che l'arte, non c'è legame più sicuro con esso che l'arte.
Johann Wolfgang von Goethe

Laboratorio Artistico

Come in ogni atelier d'arte, anche alLa teca di cristallo si crea partendo dall’utilizzo di materiali artistici. Ci si esprime dipingendo, disegnando, si taglia, si colora, si incolla, si modella, si rompe e si ricompone. Si fa per il piacere di agire con una propensione al gioco, alla ricerca, alla scoperta seguendo un impulso di creazione, da soli o in gruppo.

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Le mani, gli strumenti della mente, senza le quali il pensiero è una chimera.
Alain Aslan

Closlieu

La teca di cristallo non è solamente un comune atelier, è anche un Closlieu, un particolare laboratorio di pittura protetto, dove il gioco di dipingere si svolge in gruppo e l’attività, ideata da Arno Stern, viene coordinata da una persona formata capace di riconoscere un particolare fenomeno universale: la formulazione.

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Dipingere in un luogo speciale può diventare il più bello dei giochi e la più grande avventura.
Arno Stern

Studio di Arteterapia

L’arteterapia è un insieme di modalità volte a consentire e facilitare la costruzione di una relazione d’aiuto, mediata dall’attività creativa. La teca di cristallo è un luogo attinente, discreto e protetto dove possono svolgersi incontri di arteterapia individuali, in gruppo o di gruppo.

Arteterapia ad indirizzo psicospirituale

L’arteterapia psicospirituale designa un percorso di cura e di crescita personale che - pur con le sue numerose sfaccettature - ha come obiettivo quello di affrontare e curare il disagio e il malessere psichico ed emotivo, avendo come riferimento gli elementi principali della psicologia moderna. 

La sua specificità risiede nell’utilizzo dei mezzi artistici quale tramite per dare forma, colore, voce ai propri vissuti e renderli suscettibili di rinnovamento.

Svariate tecniche di supporto insieme all’arteterapia psicogenerativa, mirano al risveglio della natura spirituale dell’individuo e delle sue qualità più genuinamente umane, affinché “l’Io risanatore svelato operi per la realizzazione del Sé”.

Arteterapia ad indirizzo antroposofico

L’arteterapia antroposofica si fonda sulla concezione tripartita dell’essere umano che sta alla base della medicina antroposofica.

L’arteterapeuta opera secondo L’essenza dei colori di Rudolf Steiner e propone un percorso pittorico che consente all’utente di risvegliare la memoria assopita che conserva in sé, dell’evoluzione planetaria attraverso la corrispondenza che egli viene via via scoprendo tra i colori e il mondo sovrasensibile, allo scopo di raggiungere una stimolazione vivificante e ricondurlo alle leggi primordiali della creazione.

Al termine dell’esperienza di pittura terapeutica potrà ritrovare un equilibrio tra il microcosmo umano e il macrocosmo spirituale.

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Le mani sono dei simboli e talvolta delle rivelazioni.
Ève Bélisle